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Di fronte alla denuncia di un sintomo/segno da parte di un paziente , suggestivo di un possibile danno allo stato di salute,  il medico, tende a ragionare immediatamente sulla modalità più rapida ed  utile a attenuare e possibilmente risolvere il sintomo , considerando la sua risoluzione  un approccio utile per la restitutio ad integrum dell’organismo.

 

Una volta risolto il sintomo, sia il medico che il paziente , ritardano o,addirittura, rinunciano ad approfondire la causa che lo ha provocato.

 

La ricerca della causa della manifestazione è invece fondamentale  affinché quel sintomo/segno non compaia più e la patologia  venga possibilmente risolta  

 

Il dolore, in tutte le sue sfumature, dalla fatica , al malessere al vero e proprio dolore , è spesso presente nella vita di una persona .

La sua comparsa è sempre indicativa di uno squilibrio

 

Sia che si tratti di ossa, muscoli, tendini e nervi, sia che si tratti dell’apparato digerente , urinario, genitale, polmonare  o della cefalea il malessere è sempre da non sottovalutare.

 

Il dolore viene normalmente approcciato con un antidolorifici , antinfiammatori anch’essi declinati in varie forme farmaceutiche o fitoterapiche.

 

Nella maggior parte dei casi se non si ottiene un risultato, nonostante ripetute autosomministrazioni di farmaci o fitocomplessi  sistemici o topici per lenire il “fastidio/malessere/dolore” , ci si rivolge al medico . 

 

La medicina , come insegnata nelle facoltà di medicina in Italia,e la stessa organizzazione dei reparti ospedalieri,tende a suddividere in organi di competenza : specializzazioni

 

Tale parcelizzazione spesso, non permette di prendere in considerazione l’interezza dell’organismo e tende a far si che aumenti la tendenza ad un approccio sintomatico più che causale.

 

Un esempio è la cefalea 

la cefalea ha caratteristiche e cause differenti, ma in linea di massima i farmaci usati sono sempre gli stessi basati sulle caratteristiche di presentazione della forma cefalalgica, più che sul chiarirne le cause di insorgenza.

Lo stesso vale per le patologie gastrointestinali e per le patologie osteoartromuscolari.

 

Recentemente è emerso come gran parte delle patologie dolorose croniche dipendano da una condizione infiammatoria persistente .

E’ stato coniato il termine Inflammaging ad evidenziare come i processi di senescenza  fisiologici dell’organismo causao e dipendono dal processo infiammatorio.

 

Tra i meccanismi infiammatori più riconosciuti vi è la traslocazione microbica. 

Il nostro apparato digerente è sede di miliardi di batteri che condividono con noi l’intero percorso dell’esistenza, cambiando e trasformandosi in base alle nostre abitudini di vita, alla dieta, al luogo in cui viviamo ed alle persone ed animali con cui condividiamo gli ambienti.

Si parla di Microbioma o microbiota inetstinale ad identificare il pool di batteri che , se ben rappresentato e differenziato e soprattutto ben contenuto da una barriera intestinale forte , contribuisce a mantenere l’organismo in salute.

Qualora si incorresse in alterazioni del microbiota (disbiosi)  importanti e  durature o la barriera intestinale perdesse la sua capacità di contenere i microorganismi perchè infiammata (per intolleranze, ipersensibilità o vere e proprie allergie ad alimenti, uso di farmaci o attecchimento di patogeni) , i batteri traslocheranno nel circolo ematico attivando il sistema immunitario.

 

L’iperattivazione del sistema immunitario provoca uno stato infiammatorio persistente con il coinvolgimento di molti organi

 

La disbiosi sostenendo uno stato infiammatorio cronico è alla base delle  patologie artritiche  e artrosiche, alla fibromialgia, alla cefalea, a danni degenerativi i del sistema nervoso centrale e periferico, forme neoplastiche, danni metabolici, problemi cardio e cerebro vascolari , alterazioni del comportamento

 

La predisposizione genetica ad alcune patologie non può essere mutata anche se può verosimilmente essere influenzata da fattori controllabili.

 

Se geneticamente un individuo è predisposto a sviluppare una patologia  neoplastica , ovviamente se durante la sua vita si espone a sostanze tossiche o tiene uno stile di vita che aumento il burden infiammatorio, inevitabilmente potrà slatentizzare la malattia a cui è già predisposto.

Tuttavia un’analisi personalizzata dei rischi ed una adeguata rivalutazione del danno infiammatorio potrebbe ridurre i rischi di sviluppo anche di patologie gravi   

 

Il dolore cronico è, quindi, solo una manifestazione di un complesso squilbrio, la cui causa va indagata per permettere alle persone di affrontare nel migliore dei modi il percorso di guarigione.

 

Una valutazione parziale da parte di un solo specialista potrebbe non essere in grado di identificare la causa reale del danno organico e procedere per tempi troppo lunghi a gestire solo il sintomo dolore.

Se lo stato infiammatorio non viene adeguatamente controllato , i processi di invecchiamento fisiologici vengono accelerati preparando il terreno per anni di vita non in salute .

 

La risposta all’infiammazione da parte delle aziende farmaceutiche è lo sviluppo di anticorpi monoclonali capaci di interferire con l’azione di specifiche citochine,

Questi farmaci sono in rapido sviluppo ma, spesso, molto aggressivi nei confronti dell’omeostasi generale dell’organismo.

Per quanto si sia altamente sviluppata la comprensione della funzione di molte citochine , non è del tutto possibile capire gli effetti a lungo tempo del blocco di una cascata infiammatoria.

 

E’ certo che si tratta di farmaci potenzialmente in grado di curare molte patologie quando si manifestano, ma certo non adatte , almeno al momento, ad assere utilizzate per prevenire una patologia legata allo stato infiammatorio cronico sopratutto se la noxa infiammatoria persiste

 

Per ridurre la condizione infiammatoria alla base del malessere cronico è necessario 

-una valutazione di più specialisti riunti in equipe

-identificare il burden infiammatorio basale (per es studio del microbioma) 

-e la predispozione genertica ( intolleranze, allergie, analisi genetiche ecc) 

- valutare la possibilità di un approccio pre farmacologico dolce con tecniche non invasive, ma adattogene

- mettere a disposzione del paziente le conoscenze mediche più avanzate con tutte le tecniche teraoeutiche disponibili (farmaci, omeopatia, fitoterapia, agopuntura) 

 

per tale ragione l’associazione FdS ha deciso di  sviluppare e sostenere un progetto scientifico per valutare la sostenibilità e l’efficacia di un approccio integrato alle persone che denunciano un “dolore cronico” non risolto o che desiderano avvalersi di una strategia multispecialistica per affrontare un problema o preservare lo stato di salute 

Medicina multidisciplinare

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